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Lexe n. 6, de Połitega Lenguistega

In baxe ałe normative aprovàe dal’Asenblea i giorni:

(2013) 19 diçenbre

In baxe ałe normative aprovàe dal Governo i giorni:

Xe in vigore ła seguente lexe:

Lexe de Połitega Lenguistega

 

19 diçenbre 2013 – Fondasion del’Istituto par la Lengua Veneta (ILV)

El Cao del Governo prexenta i scopi e ła storia del’Istituto, prexenta na bosa de statuto,  spiega el so funsionamento, i mecanixmi interni de risolusion dei problemi e dimanda l’aprovasion co la publicasion sol sito de l’Istituto.

Prexenti 7, favorevoli 7. L’Asenblea aprova.

Lexe n. 2, sołe Tełecomunicasion

In baxe a le normative aprovàe dal’Asenblea i giorni:

In baxe a le normative aprovàe dal Governo i giorni:

(2011) 20 luj, (2000) 4 jug

Xe in vigore ła seguente łexe:

Lexe sołe Tełecomunicasion

D. 4 jug 2000

Tute £e concesion pa £e telecomunicasion so’l teritorio decade uncuò e £e poe vegner richieste al Governo.

Pa £e te£evixion £a concesion xe sotoposta al fato che se dispone dei mexi par 2 ore al dì de informasion publica.

Tuti i posesori de antene ga 15 dì a dispoxision pa rego£arixarse.

El secuestro o l’abatimento de inpianti de telecomunicasion publica no autorixai xe de conpetensa de’l Tribuna£ del Popo£o veneto.

D. 20 lujo 2011

a) nel territorio delle Venetie e del Lombardo-Veneto vengono nazionalizzate e sottoposte a monopolio dell’Autogoverno tutte le frequenze radio
b) se non autorizzata da concessione governativa del governo del popolo veneto, e’ vietata la trasmissione di qualunque segnale radio in qualunque forma e potenza e qualunque forma di comunicazione radio, anche su onde a spirale o comunque condizionate, anche se non arrecano alcun disturbo.
c) La concessione governativa è rilasciata a tariffa stabilita dal governo o secondo giurisprudenza in base al valore economico determinata in base al tempo della richiesta, e alle esigenze di servizio pubblico.
d) Sono libere le frequenze usate per le trasmissioni Wi-Fi all’interno del fondo aziendale o casalingo
e) se non esplicitamente affermato nella concessione, è vietato l’uso di tecniche di crittografazione o di criptazione del contenuto nelle trasmissioni compresa l’uso di stenografia multicanale ed ottica.
f) l’uso illegittimo di frequenze radio determina un diritto di risarcimento pari all’illecito arricchimento aumentato del 15% annuo di interessi e si trasmette a chiunque ne abbia beneficiato fino a recupero del dovuto.

Dichiarasion 23 otobre 2009 (rinvio elezioni del presidente del tribunale)

Sentiti la maggioranza dei parlamentari, il Presidente Caltarossa pubblica

legge 23 ottobre 2009 – elezioni del presidente del tribunale

Art.1 – L’elezione del Presidente del Tribunale è dei magistrati è rinviata al 10 gennaio 2010

Art.2 – L’incarico del Presidente del Tribunale supplente Francesca Carrarini decadrà al momento dell’insediamento del nuovo presidente

Dichiarasion 29 agosto 2009 (decaduto il governo, radiati i componenti, sciolta la polizia armata)

Dopo aver ascoltato il Presidente dell’Assemblea e il Presidente del Tribunale, l’Assemblea, visti:
-il Non rispetto continuato delle leggi e dello Statuto da parte del governo
-lo schieramento della Polizia veneta schierata in LIFE senza regolamento e mai legalizzata
-le dichiarazioni stampa di Quaglia sulla volontà di armare la polizia in assenza di una delibera legale
-le dimissioni in blocco dei ministri oggi rimessi
-l’Assemblea del 7 luglio in cui è stato mentito alla stessa da parte di Bortotto e Quaglia in merito alla volontà di armare la polizia
-l’uso adesivi CD e carte d’Identità non conformi a legge
-l’utilizzo della posta istituzionale per scopi privati al limite della legalità da parte di Zanatta e Quaglia
-il decreto 29 luglio in forma incomprensibile
-il decreto 18 agosto fuori da ogni prassi
-il continuato uso di una polizia non legittimata dalla legge, come l’esistenza di un suo presunto Kapo
-la malafede dimostrata ripetutamente
-il disprezzo delle leggi dell’assemblea e del suo Presidente legittimo

DICHIARA CHE

-A norma dello statuto il governo viene dichiarato decaduto, Quaglia non è più capo del Governo e nessun ministro resta in carica.

-tutti i ministri che hanno firmato il dekreto del 18 agosto vengono dichiarati interdetti a vita da ogni funzione pubblica, parlamentare e di governo.
-è ordinato ai ministri e a Quaglia di disdire la riunione del 30 agosto. In mancanza di ottemperanza viene ordinata la pubblicazione dei documenti di inchiesta relativi ai fatti privati che hanno intaccato l’immagine delle Istituzioni.
-l’assemblea si riserva di aumentare le pene a carico dei singoli componenti del governo secondo i fatti futuri.
-gli interdetti hanno facoltà di presentare ricorso con documenti di discolpa entro 30 giorni al presidente dell’assemblea. Parimenti possono consultare i documenti di accusa presso lo stesso.
-il dekreto del governo del 18 agosto non ha nessun requisito di legalità ed è nullo
-la convocazione dell’assemblea per il 30 agosto è in violazione dello Statuto e delle prerogative del Presidente dell’Assemblea, per cui ed è nulla
-chiunque partecipi alla riunione del 30 agosto verrà radiato a vita dall’assemblea
-viene sciolta la polizia irregolare; la continuazione del suo esercizio è reato
-la decadenza del presidente del Tribunale è nulla in quanto non permessa dallo statuto .

-Il ritiro delle dimissioni di Caltarossa è dichiarato ammissibile e viene confermato a presidente dell’assemblea

Viste le dimissioni presentate da il 7 luglio, Francesca Carrarini viene nominata presidente del Tribunale a partire dal 5 settembre, in sostituzione di Palmerini Loris. Il suo mandato è di organizzare le elezioni della magistratura e del Presidente del Tribunale.

La data di elezioni del presidente del tribunale e delle magistratura è fissata per il 25 ottobre 2009. Carrarini decade appena proclamati i risultati.

Dichiarazione di sovranità e indipendenza del popolo veneto

Noi membri dell’Assemblea del Popolo Veneto, Istituzione rappresentante dell’ Autogoverno del Popolo Veneto:

Nell’esercizio del diritto di autodeterminazione, e nell’eredità dei nostri diritti internazionali, affermiamo che questa Assemblea rappresenta ed esercita i diritti di sovranità del popolo veneto nel rispetto della sua cultura e tradizioni democratiche e dei ruoli istituzionali.

Quale Assemblea ci riconosciamo come eredi del Maggior Consiglio della Repubblica Veneta e che in tal senso ci proponiamo di portare a compimento l’esercizio dei diritti del popolo veneto, al giudizio del quale noi ci sottoponiamo attraverso consultazioni libere e veritiere. Pertanto

dichiariamo

il popolo veneto sovrano e indipendente in tutti i suoi territori

nell’alveo del diritto internazionale

Firmato dai 12 membri presenti eletti a rappresentanti del popolo veneto, e da altri cittadini fra cui il Capo del Governo e il Presidente del Tribunale, il 15 marzo 2009 a Conegliano

Dichiarazione di Indipendenza dell’Assemblea

Dichiarazione di Indipendenza

Quando nel corso degli eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto ad un altro popolo e assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui esercita direttamente la propria sovranità.

Noi riteniamo che siano per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati uguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà , e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti, tra gli uomini, governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità .Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza, l’esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti di un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di mal vessazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire. Tale è stata la paziente sopportazione del Popolo Veneto e tale è ora la necessità che lo costringe a mutare quello che è stato finora il suo ordinamento di governo. Quella dell’attuale Repubblica Italiana, illegittima occupante del territorio del Popolo Veneto in quanto nata dalla mutazione del Regno d’Italia annessosi illecitamente con la truffa, con l’imbroglio, con l’occupazione militare, con la violazione dei trattati internazionali, senza democratica consultazione del Popolo Veneto i suoi territori, è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti diretti a fondare un’assoluta tirannia su questi territori. Per dimostrarlo ecco i fatti che si sottopongono all’esame di tutti gli uomini imparziali e in buona fede.

  1. La Repubblica Italiana non è in grado di garantire il rispetto della sua Costituzione repubblicana da parte dei suoi organi amministrativi, Stato e Giudici per primi, che sono venuti a formare delle Caste autoreferenziali libere di violarne impunemente i suoi principi.

  2. Le leggi sono stese con un linguaggio incomprensibile alla maggior parte dei Veneti e si prestano pure a varie interpretazioni che permettono ai giudici di considerare fatti simili, reati gravi o semplici ed innocue mancanze, oppure consentono a tutti i giudici di dichiararsi non competenti per la medesima questione (CCIAA) condannando i cittadini alla più assoluta incertezza del diritto.

  3. I giudici non sono mai chiamati a rispondere delle loro mancanze od errori professionali in violazione anche del referendum approvato dai cittadini che chiedeva la responsabilità civile dei giudici.

  4. Un siffatto sistema giudiziario consente al giudice di Venezia, con sentenza del 20.02.2008, di dichiarare il difetto assoluto di giurisdizione a riguardo le contestazioni e rivendicazioni di Autodeterminazione del Popolo Veneto mentre altri giudici dichiarano inammissibili ricorsi presentati in base alle stesse contestazioni e rivendicazioni.

  5. Il diritto a un giudizio equo e imparziale è costantemente negato ai Veneti che si richiamano a questo importante principio del diritto internazionale.

  6. Le funzioni del parlamento sono condizionate dalla criminalità mafiosa capace di gestire le votazioni ed imporre i propri candidati per oltre il 30% del totale degli eletti.

  7. Il capo del governo italiano, Berlusconi, è una persona che, in base ai requisiti costituzionali, risulta essere ineleggibile e non può ricoprire tale carica.

  8. Il lavoro nero e l’evasione fiscale sono tollerati in ampie zone dello stato e spietatamente repressi nel territorio dei Veneti.

  9. Le tasse vengono applicate sul territorio in maniera difforme, creando discriminazione anche tra i Veneti, e spesso non viene rispettata la costituzione a riguardo della capacità contributiva dei cittadini.

  10. Il prelievo fiscale, nei territori veneti, è oltre il 70% di ciò che viene prodotto; siamo spremuti come schiavi con altre 120 nuove tasse: solo lavorare, lavorare, lavorare per mantenere i privilegi dei parassiti.

  11. Si inventa “l’asportazione” per legge del 30% del valore dei terreni produttivi: milioni di euro dalla produzione alla burocrazia imperiale di Stato.

  12. I Veneti, che sono i più virtuosi in Europa, per quanto riguarda tasse versate sono sistematicamente accusati di evasione fiscale ed è sul loro territorio che lo stato italiano concentra i controlli e applica gli studi di settore come un demente tiranno.

  13. Questa repubblica consente che lo stato disonori, ignorando o non applicando, le leggi (340/71) e i trattati internazionali sottoscritti (881/77) che sanciscono il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto.

  14. Ha smembrato il Popolo Veneto in diverse entità (Veneti, Trentini, Friulani, Giuliani e province lombarde) con differenti diritti e specificità diverse per aumentarne la disgregazione e la conflittualità.

  15. Ha negato al Popolo Veneto il diritto di coltivare la propria lingua, la propria storia, la propria cultura e le proprie tradizioni imponendo una istruzione omogeneizzata con docenti colonizzatori.

  16. Ha schiavizzato i nostri giovani che, per crearsi una casa e una famiglia, sono costretti a indebitamenti pluridecennali e le giovani coppie, assillate dai debiti, difficilmente procreano e sono obbligate a lavorare ben oltre il lecito per compensare il prelievo fiscale opprimente dello stato italiano, per vivere una vita poco più che decorosa.

  17. Discrimina i nostri anziani per pensioni spesso negate a causa di insufficienza contributiva favorendo oltre il lecito ogni sorta di immigrati.

  18. Ci rifiuta, ostinatamente, il diritto alla sicurezza per abbandonarci alle scorrerie criminali e alla ordinaria delinquenza di orde di incivili invasori che arrivano qui, impunemente, da ogni parte del mondo.

  19. Ha colpevolmente oscurato, violando i trattati internazionali ratificati con la legge 881/77, le Libere Elezioni Nazionali del Popolo Veneto del 25 gennaio 2009, notificate a tutti i sindaci, a tutti i presidenti di Provincia, a tutti i Presidenti di Regione e a tutti i Prefetti dello Stato Italiano sul territorio ex Lombardo-Veneto al 1866 oltreché al Presidente della Repubblica Italiana e al Ministro degli interni italiano.

Ad ogni momento mentre durava questa apprensione, noi abbiamo chiesto, nei termini più umili, che fossero riparati i torti fattici; alle nostre ripetute petizioni non si è risposto se non con rinnovate ingiustizie. Uno stato, il cui carattere si distingue così per tutte quelle azioni con cui si può definire uno stato tiranno, non è adatto a governare un Popolo Libero. E d’altra parte non abbiamo mancato di riguardo ai nostri vicini italiani. Di tanto in tanto li abbiamo avvisati dei tentativi fatti dallo Stato Italiano per negarci il diritto di autodeterminazione e continuare con questa illecita occupazione. Abbiamo anche depositato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ricorso contro lo stato italiano, ma l’incertezza dei tempi e il rischio di intrallazzi internazionali ci obbligano a prenderci nuovamente le nostre responsabilità.

Noi pertanto, Rappresentanti del Popolo Veneto, riuniti in assemblea, appellandoci al Supremo Giudice dell’Universo per la rettitudine delle nostre intenzioni, nel nome e per l’autorità del Popolo Veneto, solennemente rendiamo di pubblica ragione e dichiariamo: che gli attuali popoli sul territorio ex Lombardo-Veneto prima del 1866, come il territorio del Popolo Veneto, sono e per diritto devono essere, stati liberi e indipendenti, che essi sono disciolti da ogni sudditanza allo stato italiano e che ogni legame politico tra essi e lo stato italiano è, e deve essere, del tutto sciolto; e che, come stati liberi e indipendenti, essi hanno pieno potere di difendersi nel rispetto del Diritto Internazionale, concludere pace, contrarre alleanze, stabilire commercio e compilare tutti gli altri atti e le cose che tutti gli stati indipendenti possono a buon diritto fare.

E in appoggio a questa dichiarazione, con salda fede nella protezione della Divina Provvidenza, reciprocamente impegnamo le nostre vite, i nostri beni e il nostro sacro onore.

Firmato  dai 12 membri presenti eletti a rappresentanti del popolo veneto, e da altri cittadini fra cui il Capo del Governo e il Presidente del Tribunale, il 15 marzo 2009 a Conegliano